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    Coronavirus: circoli sportivi chiusi in 44 nazioni. Africa “paralizzata”: che ne sarà del tennis nel 2020?

    L’elenco delle nazioni in cui non si può giocare a tennis

    L’International Tennis Federation, tramite il proprio sito ufficiale, ha pubblicato un elenco di tutte le nazioni in cui, al momento, è ancora impossibile giocare a tennis a causa delle restrizioni dei vari governi relativamente all’emergenza Coronavirus: sono 44 gli stati nel mondo in cui i circoli sportivi sono chiusi, il continente più colpito è l’Africa dove, ogni anno, vanno in scena numerosi tornei Futures e ITF.

    NAZIONI CON CIRCOLI SPORTIVI CHIUSI: Bahrain, Bangladesh, Iraq, Kuwait, Myanmar, Oman, Tagikistan, Yemen, Angola, Camerun, Capo Verde, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo, Costa D’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Djibuti, Guinea Equatoriale, Eritrea, Etiopia, Gabon, Guinea, Kenya, Lesotho, Liberia, Mauritania, Mozambico, Niger, Nigeria, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Uganda, Bolivia, Cile, Perù, Venezuela, Cuba, El Salvador, Guyana Francese, Guyana, Honduras, Repubblica Dominicana, Isole Turks e Caicos LEGGI TUTTO

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    Claudio Mezzadri a SuperNews: “La Coppa Davis? Non esiste più. Il calendario dei prossimi eventi molto affollato, prevedo defezioni e infortuni.”

    SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Claudio Mezzadri, ex tennista oggi commentatore televisivo dei grandi eventi tennistici. Mezzadri ci ha raccontato come è nato l’amore per il tennis, quali sono stati i suoi traguardi sportivi più importanti e come ha conosciuto, nel ’98, il giovanissimo Roger Federer. Abbiamo chiesto al nostro intervistato una personale opinione sul futuro del campione svizzero, sul calendario stilato per i prossimi eventi di tennis e sul nuovo format ideato per la Coppa Davis. Infine, l’ex tennista ha commentato le potenzialità di alcuni giovani tennisti italiani.

    Come nasce la tua passione per il tennis?E’ stato papà a trasmettermi la passione per lo sport. Negli anni ’50, mio padre ha giocato e allenato in Serie A. In seguito, dopo essersi trasferito in Svizzera, ha continuato la carriera da allenatore di calcio, diventando tecnico di tutte le squadre del Ticino. Allo stesso tempo, però, amava giocare a tennis. Quando diventò maestro di tennis, anche io iniziai a praticarlo.
    Nel 1987, il tuo best ranking: 26esimo in classifica nel singolare e 23esimo nel doppio. Nello stesso anno, hai vinto 3 dei 5 tornei del tuo palmares, uno in singolo e due in doppio. Quale competizione hai più a cuore? E perché?Il torneo più importante che ho vinto è l’ATP di Ginevra, l’unico torneo del circuito maggiore vinto in singolare. Ho un ricordo veramente straordinario di quella competizione, è stato raggiungere il traguardo dopo anni di sacrifici. Il torneo che preferisco, invece, è quello degli Internazionali di Roma, in cui ho sempre giocato benissimo: nel 1985 e nell’1987 sono arrivato ai quarti di finale partendo dalle qualificazioni, mentre nel 1984 ho battuto Cash. A Roma ho sempre raggiunto ottimi risultati.
    Sei uno degli otto giocatori svizzeri che in Coppa Davis possiede un bilancio positivo sia nel singolare (11 vittorie e 4 sconfitte) sia nel doppio (3 vittorie e 2 sconfitte). Che emozioni ti regalava la Davis?La Davis è speciale per il tennis. Anzi, preferisco dire “era” speciale, dal momento che adesso non è più così. Quella attuale non ha nulla a che vedere con quella del passato. Nel tennis, la Coppa Davis rappresentava l’unica occasione di giocare per una propria squadra e per la propria nazione prima che per se stessi. Per questo motivo, c’era una responsabilità differente nei giocatori. Inoltre, il valore del pubblico era completamente diverso, sia per ciò che riguarda le partite giocate in casa sia per quelle giocate in trasferta. Era davvero una competizione affascinante, molto sentita dalla maggior parte dei giocatori.
    Cosa ne pensi del nuovo format ideato per la Coppa Davis? Rimani fedele al format precedente o trovi quello attuale ugualmente interessante?Il format attuale ha annichilito lo spirito della Coppa Davis: non esiste più il fattore campo, che era determinante quanto affascinante, si giocava al meglio dei cinque set, tutte le partite venivano disputate nell’arco di tre giorni, c’erano trasferte importanti, c’era una grande voglia di giocare per la propria bandiera. Adesso, la Davis è un campionato a squadre che dura otto giorni, che si gioca solo in Spagna, scelta che non considero equa, dal momento che l’unico team a giocare in casa è proprio quello spagnolo, con la conseguente presenza del solo pubblico spagnolo e di pochissimi tifosi delle altre nazioni. Inoltre, si gioca tutto nella stessa giornata, non giocano tutti e non si gioca al meglio dei cinque set. E’ un torneo che ad alcune persone piace e ad altre no, quello che però è certo è che questa non è più la Coppa Davis. Si tratta di un evento a cui auguro tutto il successo possibile, ma che non è la Coppa Davis. Il tennis ha perso qualcosa.
    Nel ’99 sei stato capitano del team svizzero. In squadra c’era un diciassettenne, un certo Roger Federer. C’erano già tutti i segni distintivi del fuoriclasse e i presupposti per una carriera straordinaria come la sua?Io non lo conoscevo. Sapevo dell’esistenza di questo ragazzo, che giocava molto bene, e sapevo che ci fossero delle aspettative su di lui, era un tennista conosciuto. Io ho avuto modo di conoscerlo nel ’98, quando mi nominarono capitano del team svizzero. Roger non era ancora in squadra, ma io questo ragazzino che giocava bene dovevo conoscerlo. Andai a vederlo giocare in un torneo. L’ho conosciuto in quell’occasione e l’ho inserito subito in squadra, facendolo debuttare. Era già un ragazzo speciale, con qualità eccezionali, era uno di quei giovani tennisti, come Hewitt, che promettevano molto bene. C’era un gruppo di giocatori dalle ottime capacità e lui ne faceva parte. Oggi, sappiamo tutti come è continuata la storia.
    Federer tornerà in campo a gennaio 2021. Pensi possa essere l’ultima stagione del “King”?Il programma è questo. Ha deciso di prendersi tutto il tempo necessario per risolvere il suo problema al ginocchio. Quello che stupisce positivamente è il suo spirito, rimasto sempre quello di un ragazzino: Roger ha ancora una voglia incredibile di giocare, di girare il mondo, di competere, di sacrificarsi. Tuttavia, lo spirito deve essere sostenuto dal fisico. L’incognita è proprio questa, ovvero se il fisico lo sosterrà. Il prossimo anno Federer compirà 40 anni. Nelle ultime partite che ha giocato, lo svizzero ha dimostrato di esserci ancora. Lui vuole esattamente questo: continuare a giocare e ottenere nuovi risultati. Nel momento in cui si accorgerà di non essere più competitivo, sentirà di non avere più le forze e le energie necessarie, allora smetterà di giocare. Purtroppo, quel momento non è poi così lontano.
    A fine carriera, chi tra Djokovic, Nadal e Federer avrà collezionato più Slam?Se prendiamo in considerazione l’età e ciò che sta succedendo nell’ATP, direi che Djokovic e Nadal siano i due tennisti con più probabilità di superare Federer, Novak in particolare, soprattutto se ci riferiamo soltanto ai risultati degli Slam. E’ difficile immaginare che Federer possa ancora riuscire a vincere altri Slam. In realtà dicevamo così anche nel 2017, ma adesso ci sono tre anni in più a fare la differenza.
    Da commentatore, cosa pensi di questo finale di stagione, denso di appuntamenti e con un calendario stravolto a causa dall’emergenza sanitaria? Gli US Open sono a rischio. Se si giocassero, potrebbero registrare molte assenze a causa dei successivi appuntamenti su terra?Se si giocherà a New York, sicuramente ci saranno delle defezioni. E’ molto probabile che giocatori importanti non partecipino. Il sistema di classifica modificato, poi, permetterebbe a Nadal di rinunciare al torneo, poiché lo spagnolo manterrebbe i punti totalizzati lo scorso anno. Per questo, credo che il programma stravolto in questo modo sia una forzatura, che ha il solo intento di far perdere meno soldi ai tornei. Spostamenti di date, raggruppamento di tornei collocati uno dopo l’altro danno vita ad un programma difficile e affollato. Una cosa è certa: nessun tennista giocherà tutto, poiché significherebbe giocare Cincinnati, Us Open, Madrid, Roma e Parigi uno dietro l’altro. Una cosa pazzesca. Ci saranno tornei, al di là delle defezioni, con tabelloni meno forti, che daranno più spazio a giocatori di seconda fascia, pronti ad approfittare della situazione per conquistare classifica. Inoltre, mi aspetto infortuni, poiché non sarà possibile passare dal giocare sul cemento alla terra di punto in bianco, come se non ci fossero difficoltà. La finale di New York, poi, si giocherebbe nello stesso giorno d’inizio del torneo di Madrid. E’ una follia, un pericolo per molti giocatori. Un calendario più diluito sarebbe stato più auspicabile. Tuttavia, il tennis è un business e gli organizzatori dei tornei premevano tantissimo affinché si disputassero. Anche le ATP Finals si giocheranno, con la nuova regola, ed è quasi già stabilito che ci saranno gli stessi tennisti dello scorso anno, a meno che qualcuno non migliori i suoi stessi risultati superando chi lo precede. La qualificazione al Master avviene in base ai risultati ottenuti da marzo 2019 a oggi. Lo stesso Berrettini avrà la possibilità di giocarsi le ATP Finals, un’occasione fantastica per lui, anche se tutto ciò credo che non sia poi così giusto da un punto di vista sportivo. Ma, come dicevo prima, il tennis è anche business: si vuole il cartello importante alle Finals, quindi è fondamentale per gli sponsor avere i più forti nel torneo.

    C’è un giovane giocatore italiano che promette particolarmente bene?Io seguo molto gli svizzeri, ma credo che di italiani promettenti ce ne siano tanti: Musetti è molto bravo, Sinner promette davvero bene, ha la mentalità giusta, anche Sonego ha un buon carattere, un buon spirito. Sono giocatori in evoluzione, che si stanno definendo. Per ciò che riguarda le nuove promesse della Svizzera, ci sono tre, quattro tennisti classe 2003 molto interessanti. LEGGI TUTTO

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    Tennis, Kyrgios duro contro Thiem: “Questi sono i leader nel nostro sport. Che schifo!”

    Il tennista australiano Nick Kyrgios, dopo essersi scontrato duramente tramite social, prima con Djokovic per aver organizzato il torneo esibizione Adria Tour dove sono stati trovati positivi alcuni giocatori, poi con Zverev perchè dopo il torneo di Adria, aveva promesso di rimanere in quarantena e invece è stato “pizzicato” ad una festa in spiaggia ed infine con Becker per aver difeso il suo connazionale Zverev, questa volta ha discusso con Dominic Thiem.
    Attualmente l’austriaco sta disputando un torneo nella sua Austria “Thiem’s 7” e intervistato da un quotidiano provinciale di lingua tedesca pubblicato a Innsbruck, ovvero il “Tiroler Tageszaitung“, ha speso parole a favore dei suoi colleghi Djokovic e Zverev.Sul serbo ha dichiarato: “Non ha commesso un crimine. Tutti facciamo degli errori ma non capisco perché si accaniscano così contro di lui. Sono stato a Nizza e ho visto immagini di altre città in cui c’è un sacco di gente in giro come a Belgrado. È troppo facile prendersela con Djokovic”.Poi il tennista viennese parlando di Zverev, attacca anche Kyrgios: “Ha sbagliato, ma non capisco chi interferisce nella situazione. Kyrgios ha fatto tanti errori nella sua vita. Dovrebbe pensare ai fatti propri”.
    Kyrgios, ecco la sua risposta

    Ovviamente la risposta dell’australiano Kyrgios non si è fatta attendere e tramite il suo profilo twitter ha replicato duramente al suo collega austriaco: “Di cosa stai parlando Dominic? Errori come rompere qualche racchetta? Bestemmiare? Perdere apposta qualche match? Robe che tutti i tennisti fanno?  Nessuno di voi è abbastanza intelligente da capire cosa voglio dire. Sto cercando di metterli di fronte alle proprie responsabilità. Questo mostra come Thiem, Zverev e Djokovic pensino che tutto questo sia uno scherzo. Due di loro ballano come degli stupidi durante una pandemia globale. La gente muore e perde i propri cari e Thiem li difende dicendo che è solo un errore. Questi qua sono i leader nel nostro sport. Che schifo“. LEGGI TUTTO

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    Coppa Davis 2020: rinviate al prossimo anno le finali del torneo

    La notizia era nell’aria e ora è arrivata pure la decisione ufficiale da parte dell’ITF: le finali di Coppa Davis 2020 sono state rinviate al prossimo anno, causa Covid-19. Il prestigioso torneo di tennis avrebbe dovuto disputarsi dal 23 al 29 novembre a Caja Magica di Madrid, ma così non sarà. Almeno fino al prossimo […] LEGGI TUTTO

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    Novak Djokovic positivo al Covid-19! E’ caos nel tennis

    Ora è ufficiale: Novak Djokovic, numero 1 al mondo del tennis, è risultato positivo al Coronavirus.Il tennista serbo è ora sommerso dalle polemiche, dopo che l’Adria Tour, il torneo benefico da lui organizzato ha mostrato in diretta TV mondiale come la competizione non rispettasse alcuna norma anti-contagio sul Covid-19. IL COMUNICATO DI NOLEDjokovic e la […] LEGGI TUTTO

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    Ancelotti buon compleanno mister

    Festeggiare 61 anni e chiamarsi Carlo Ancelotti con una carriera alle spalle ricca di successi.Non è un caso che l’attuale allenatore dell’ Everton vanta ben 5 Champions vinte ma non solo se pensiamo ai suoi trionfi in paesi come l’Italia, l’Inghilterra, la Germania, la Francia e la Spagna passando da squadre di altissimo livello di […] LEGGI TUTTO

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    Roger Federer: il campione svizzero rientrerà solo nel 2021

    La stagione 2020 del tennis è ancora ferma peer l’emergenza Coronavirus e potrebbe ripartire nella seconda metà di agosto (ancora da confermare), ma a prescindere da ciò in queste ultime ore è arrivata la notizia che il campione svizzero Roger Federer, attualmente numero quattro del ranking Atp, si è sottoposto ad un’operazione al ginocchio destro […] LEGGI TUTTO