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    Nuoto, Pilato record italiano nei 50 rana

    Grande prestazione di Benedetta Pilato nei 50 rana del Trofeo Settecolli in corso a Roma, valido anche come campionato italiano. La 15enne tarantina, argento mondiale a Gwangju nel 2019, ha vinto la gara con il tempo di 29″85 stabilendo il nuovo record italiano, il record mondiale juniores e la sesta prestazione all-time sulla distanza. “L’obiettivo – ha dichiarato Pilato – era provare a tornare sotto i 30 perché dallo scorso anno non ci ero più riuscita Sono soddisfatta, il record mondiale juniores lo stavo puntando da qualche tempo”. “Le aspettative sono aumentate – ha aggiunto – ma chi mi vuole bene mi aiuta. Speriamo di arrivare fino a dicembre preparati, vedremo come andrà ad aprile. Sappiamo che solo due ragazze hanno l’accesso alle Olimpiadi”. Secondo posto per Martina Carraro in 30″41, terza Arianna Castiglioni in 30″47.Altri Sport LEGGI TUTTO

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    Nuoto, Settecolli; Pellegrini terza nei 50 sl: “Non vedevo l'ora di tornare”

    ROMA – La mascherina rosa con su dipinta una bocca rossa che ride: “Non vedevo l’ora”. Anche questo cloro aspettava, da troppo tempo, la sua Fede: nella piscina del Foro Italico di Roma che è “la più bella al mondo anche se è strano vederla senza pubblico”, Pellegrini torna in gara a 8 mesi di distanza dall’ultima volta. Scende nella vasca dei suoi record e rompe l’assenza per un 50 stile libero (3ª in 25″18, dietro alla francese Melanie Henique (25″11), vince la specialista Silvia Di Pietro in 24″91). Nuoterà nei prossimi giorni anche nei 100 e nei suoi 200 stile. “Volevo tornare a sentire l’adrenalina, tornare a combattere che per me è fondamentale, che sia con altri che con me stessa. La pausa è stata lunga e ricominciare non è stato facile. Non era scontato dopo due tre mesi a casa, poteva partirmi la brocca e dire che questa non era più la mia strada. C’è stato anche il dubbio, dico la verità, ma poi quando ho rimesso i piedi in acqua ho capito che non era ancora tempo di mollare”.Perché la pandemia non l’ha solo lasciata a secco, come tutti. Ma l’ha costretta anche a rimandare la fine della sua carriera, che aveva previsto dopo i Giochi di Tokyo rimandati al prossimo anno. “Speriamo che si facciano, dopo tutto lo sforzo che stato facendo per allungare la mia corsa. Quando ho preso la decisione di tirare fino al 2021 l’ho presa cosciente che o mi sarei spaccata ogni giorno in allenamento, o non avrei continuato per niente. So che dovrò allenarmi forte, senza tregua, ma d’altra parte questa è sempre stata la mia chiave e la mia natura e anche l’unica che conosco”.Sì, Fede non si tira indietro. “La decisione di lasciare di Tania Cagnotto? Era ripartita con il progetto di andare alle Olimpiadi dopo essersi ritirata, ma forse non era convinta al 100% e la botta del lockdown evidentemente è stata fatale, poi il destino di una nuova maternità l’ha aiutata a fare il passo. Le faccio i miei migliori auguri”. Li fa anche ad Andrea Pirlo, lei juventina: “Si prende una bella responsabilità, ma penso abbia le carte in regola per fare bene. Gli faccio il mio in bocca al lupo”. Magari anche Fede, un giorno, allenerà? “Non lo escludo, dipende dal tipo di impegno, magari non a tempo pieno, magari con un’Academy”.Detti da record nei 400 slGiornata d’esordio e di ritorno in vasca per tutti i big. Gabriele Detti, ex compagno di allenamenti a Ostia con Gregorio Paltrinieri, che ha cambiato allenatore (passando da Stefano Morini a Fabrizio Antonelli per curare di più anche il fondo), brilla nei 400 stile in 3’43″73, record per i campionati assoluti italiani e a soli cinque decimi dal suo record italiano stabilito il 21 luglio dello scorso anno ai Mondiali di Gwangju dove conquistò la medaglia di bronzo. “Ho fatto una fatica bestiale, forse ho esagerato un po’ sul terzo 100, gli ultimi sono stati un’agonia, i primi 15 metri invece non finivano mai. Dopo 3 mesi che non nuotavamo in gara e con tutte le cose successe quest’anno direi che è un ottimo punto di partenza. Sono contento. È un ritorno graduale alla vita. Esco dalla vasca molto stanco ma contento. Il tempo? È da bronzo olimpico, vedremo se ci saranno i Giochi, per ora pensiamo solo a divertirci. Come va senza Greg? Proseguo con un’altra ottima compagnia, con Marco Di Tullio e i risultati si vedono”. Infatti, si piazza alle sue spalle (3’44″94) mentre è 3° un altro ex di Ostia, Domenico Acerenza (3’46″88).Quadarella battuta nei 1500 slLa campionessa mondiale dei 1500, la romana Simona Quadarella, 21 anni, battuta (16’03″69) invece da Martina Caramignoli, 29 anni, reatina, che vince (in 15’56″06). “Non pensavo di fare tanto di meno come crono. Sono stata ferma a lungo e ricominciare è stata dura. Ma devo dire che va bene così, non miravo alla prestazione in questo momento. Sono contenta per Martina, è stata brava, vuol dire che con un’avversaria così sarà un grande stimolo per l’anno prossimo”. LEGGI TUTTO

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    57^ Settecolli – Campionato Italiano Assoluto Open 2020

    Dopo circa due mesi di slittamento causa emergenza Covid, domami avrà inizio il 57° Trofeo Internazionale Settecolli, valido anche, come Campionato Italiano Assoluto Open 2020. Atleti iscritti sono 577 in rappresentanza di 167 società (280 maschi e 297 femmine, 1309 presenze in gara). Il Team delle Fiamme Gialle scenderà in acqua con: Barbieri, Mizzau, Polieri, Castiglioni, Bori, Franceschi, Petronio, Razzetti, Scalia, Fusco, Cocconcelli e Lamberti. Le gare si svolgeranno secondo il programma dei mondiali, a serie e in tre sessioni di gara giornaliere una alle 9.00, una alle 11.30, e una nella sessione serale in diretta su Rai Sport HD che avrà inizio alle 19.00 (fino alle 21.30) e vedrà in gara i sedici migliori tempi. LEGGI TUTTO

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    Cagliari-Sassuolo 1-1, Joao Pedro replica a Caputo, i sardi la riprendono in dieci

    CAGLIARI – Quel gran genio di Nils Liedholm aveva proprio ragione: “In dieci si gioca meglio” diceva con le “aspirate” da svedese con cittadinanza onoraria italiana. E aveva anche spiegato il perché: perché la squadra in superiorità numerica tende a rilassarsi, mentre quella con l’uomo in meno raddoppia la sua attenzione.In una frase c’è tutto l’incredibile copione della partita tra Cagliari e Sassuolo.Sassuolo System, Cagliari intimiditoFin dal fischio di avvio, sulla sardinia Arena cala il “Sassuolo system”: ha ragione De Zerbi, non importa chi gioca, la qualità l’hanno tutti. La domanda della vigilia – sulla sponda sarda – è diversa: quanto vale questo Cagliari senza i suoi ufficiali. Sì perché, se è vero che Nainngolan ha chiuso qui il campionato per infortunio, manca anche la personalità e l’esperienza di Cigarini. E’ una squadra decapitata, quella rossoblù. Attenuante generica sul match che, dall’altra parte, lamenta assenze importanti come Berardi, come Magnanelli. Ma il “Sassuolo system” è una certezza.Caputo dice diciottoSui lati Rogerio e Muldur sono esternbi con piedi da centrocampisti, in mezzo il play è Locatelli, cresciuto enormemente. Davanti a lui Djurirc conferisce qualità e estro alla manovra. Il Cagliari è costretto per tutto il primo tempo a rimanere stretto a difesa del Castello. Che – dopo 45′ a senso unico – regge, tutto sommato, se il disavanzo è solo il gol di Caputo, su angolo, con spizzicata sul primo palo e il furbissimo furetto. Il suo gol numero diciotto va spiegato, perché Caputo ha la qualità pure di piazzarla sul palo opposto, leggendo il comportamento di Cragno e dei difensori che si affannano a chiudere il palo più vicino. Delizioso.  Alla pausa di metà primo tempo, è facile capire cosa dica Zenga ai suoi. Non la prendiamo mai, proviamo a farci… sentire di più. Detto e fatto, il Cagliari alza la sua aggressività, ma Pegolo deve solo effettuare due lancetti e un’uscita di testa, quasi fosse un centromediano d’altri tempi. Il Sassuolo ha il solo limite di non scavare un fosso più ampio, o forse è il Cagliari ha il merito di stringere i denti sperando che passi la nottata.   Ahi, Carboni, peccato di gioventùMa il cielo sopra i quattro mori sembra diventare ancora più cupo in avvio di ripresa, quando il giovin Carboni cade nel difetto delle sue prime apparizioni in serie A. Bravino ma troppo esuberante, fa collezione di cartellini. Ne aggiunge due gialli nel suo album di figurine e il destino rossoblù sembra segnato. Però Zenga ha ovviato. Ha messo a disposizione dei suoi la gara di Simeone, al cui cospetto l’atteggiamento di Pereiro sembra quello di un tacchino freddo. Più aggressività aggiunta, quando esce il bambinetto difensivo, Nandez e Rog diventano due leoni.Diciotto anche per Joao PedroIl Sassuolo continua a gestire, fa passare il tempo, a ritmo di slow, commette un errore grossolano. Perché una sola fiammata, un solo attacco frontale, volata di Rog e tocco per Joao Pedro, vale il pareggio. Diciotto gol stagionali anche per il brasiliano! Una doccia scozzese. De Zerbi è furioso, tornerebbe sulla Penisola a nuoto. Prova a scuotere i suoi con la linea verde, Raspadori, Ghion, Marzari. Ma Cragno fa la stessa partita di Pegolo, non si sporca mai i guanti. Solo una scintilla nel dominio tattico (andamento lento) degli emiliani: un passaggio di Raspadori a Ghion chiuso con un tiro dalla semilunetta che viene deflettano. Finisce uno a uno.  Che genio, il Barone Nils!Cagliari (3-5-2): Cragno; Pisacane, Ceppitelli, Carboni;, Faragò, Nandez, Birsa (1′ st Ladinetti), Rog (44′ st Klavan) Mattiello; Joao Pedro, Pereiro (1′ st Simeone). (1 Rafael, 34 Ciocci; 40, Walukiewicz, 22 Lykogiannis, 38 Porru, 32 Delpupo, 27 Lombardi, 26 Ragatzu, 9 Paloschi). All.: Zenga.Sassuolo (4-3-3): Pegolo, Muldur (26′ st Magnani), Ferrari, Marlon, Rogerio (45′ st Kyriakopoulos), Djuricic (45′ st Manzari), Locatelli, Traorè (26′ st Raspadori), Haraslin (26′ st Ghion), Boga; Caputo. (47 Consigli, 64 Russo, 13 Peluso, 21 Chiriches,, 35 Piccinini, 57 Mercati). All.: De Zerbi.Arbitro: Ayroldi di Molfetta.Reti: 12′ pt Caputo, 18′ st Joao Pedro. NOTE: Angoli: 9- 1 per il Sassuolo. Ammoniti: Carboni, Faragò, Marlon, Rog, Ferrari per scorrettezze. Espulso al 4′ st Carboni per doppia ammonizione. Recupero: 2′ e 4′. LEGGI TUTTO

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    Pallanuoto, positivo al Covid-19 il nazionale Aicardi

    Caso di coronavirus nella nazionale maschile di pallanuoto. Matteo Aicardi, centroboa del Settebello e della Pro Recco, è ricoverato all’ospedale di Albenga per Covid-19. Il giocatore, come confermato dal suo club, “ha la febbre ma sta bene”.Aicardi, 34 anni, aveva lasciato il raduno il 7 luglio per accertamenti alla spalla eseguiti a Milano (8-9) e poi è rientrato a casa. Gli esami alla spalla si sono resi necessari per il riacutizzarsi di un vecchio fastidio che gli aveva fatto saltare gli allenamenti ai primi del mese. Il 13 luglio ha avvertito mal di gola e febbre a casa: il 14 aumentano entrambi e avvisa la federazione nuoto. Il 15 esegue il tampone che risulta positivo e viene ricoverato per precauzione. Le sue condizioni non destano alcuna preoccupazione, mentre la febbre è scesa e ha un leggero mal di gola in diminuzione. Nel frattempo sono stati eseguiti i tamponi a tutti i coinvolti nel collegiale, atleti, staff, dirigenti, squadra del CC Ortigia con cui gli azzurri si sono allenati e si aspettano i risultati nel tardo pomeriggio. Nessun sintomo presente, comunque, tra i giocatori. LEGGI TUTTO

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    Pallanuoto: addio a Mario Scotti Galletta. Fu campione del mondo nel 1978 e portiere di “Palombella Rossa”

    ROMA – “Se io guardo a destra, il portiere pensa che tiro a sinistra, ma io tiro veramente a destra… a destra, a destra, guardare a destra, devo guardare a destra e tirare a destra. Il portiere mi lascia spazio a sinistra, no… forse è meglio a sinistra…”. Nanni Moretti sbaglia la direzione del rigore e il portiere gli nega la vittoria. Era divenuto famoso al grande pubblico così Mario Scotti Galletta, parando il rigore decisivo nella scena cult di “Palombella Rossa”, film del 1989. In realtà Scotti Galletta, che ci ha lasciato appena compiuti (lo scorso 5 maggio)  i 70 anni, è stato un grande della pallanuoto italiana.Vinse i Mondiali col Settebello e la Coppa dei Campioni nel ’78Ha coronato il sogno di vincere il mondiale a Berlino nel ’78 dopo il bronzo in Colombia del ’75 e poi è stato il portiere simbolo della Canottieri Napoli che, sempre quell’anno, vinse la Coppa dei Campioni e coronò un ciclo fantastico completato anche dalla conquista di 4 scudetti (’73, ’75, ’77 e ’79). “L’unico rammarico che ho è quello di non aver mai potuto partecipare mai Olimpiadi: sia per quelle del ’76 che quelle dell”80, infatti, non fui convocato”, ricordava qualche tempo fa.Diede il via al movimento femminile in ItaliaUna volta lasciata l’attività agonista, Scotti Galletta si spese per il suo amato sport dando il via al movimento femminile in Italia. Si era convinto dopo aver visto una serie di partite-esibizione in Olanda nel 1975. E decise, così di invitare a Napoli la Nazionale orange. “Improvvisammo una squadra con le varie fidanzate e amiche, ovviamente perdemmo tutte le partite per 20-0, 20-3. Insomma tutto iniziò per scherzo. Poi creammo una vera e propria squadretta il cui nome era ‘Fuorigrotta’. Alla fine la Federazione vide ciò che avevamo creato e decise di prendere in mano la cosa organizzando il primo campionato italiano che fu vinto dal Volturno in finale a Narni contro il Fuorigrotta”. Fu il primo passo verso la nascita, nel 1985, del Setterosa che tanti trionfi ha portato allo sport azzurro. Anche grazie a lui che fu il vice di Formiconi dal 1994 al 1997. Non a caso due anni fa ricevette dal presidente del Coni Malagò il Collare d’Oro al Merito Sportivo: il massimo riconoscimento per un atleta a cui la pallanuoto sarà per sempre grata. LEGGI TUTTO

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    Paltrinieri: “Manca 1 anno alle Olimpiadi e sono molto carico”

    Gregorio Paltrinieri durante la presentazione degli Educamp del Coni, rivela all’Ansa come ha vissuto il lungo periodo di lockdown e i suoi progetti futuri. Come altri atleti, il nuotatore di Carpi ha confessato: “Sono cambiato tanto a livello mentale, stavo soffrendo una situazione in cui non trovavo più stimoli, e questo lockdown mi ha dato l’opportunità di fermarmi un po’, riflettere e adesso mi sento molto più motivato e molto meglio”.Paltrinieri in vista delle Olimpiadi ha cambiato allenatore ma non si sofferma sull’argomento, infatti by-passa l’argomento parlando dei suoi progetti futuri: “È stato strano tutto il periodo, io in questi ultimi mesi ho anche cambiato allenatore. È un periodo di ripartenza ma mi sento molto motivato, la prendo come una grande opportunità. Manca un anno alle Olimpiadi e sono molto carico”.

    Paltrinieri pronto per Tokyo 2021

    Gregorio Paltrinieri è pronto a difendere la medaglia d’oro conquistata alle Olimpiadi di Rio nel 2016: “Ho cambiato modo di allenarmi ma non ho lasciato la piscina che rimane la mia priorità. Il mare credo che possa darmi tanto, manca un anno e l’obiettivo è fare bene tutto. Alle Olimpiadi farò 800m, 1500m e 10k in mare. Un tour de force che ho provato già ad affrontare lo scorso anno ai Mondiali, facendo alcune cose bene e altre male. C’è un anno di tempo per preparare le cose al meglio”. LEGGI TUTTO

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    Nuoto, Paltrinieri: ''Nuovi stimoli, pronto a ripartire''

    ROMA – “Sono cambiato tanto a livello mentale, stavo soffrendo una situazione in cui non trovavo più stimoli, e questo lockdown mi ha dato l’opportunità di fermarmi un po’, riflettere e adesso mi sento molto più motivato e molto meglio”. Lo confessa l’olimpionico di nuoto nei 1500 Gregorio Paltrinieri, all’Acquacetosa per una risonanza magnetica proprio mentre si svolgeva la presentazione degli Educamp del Coni.”Io portabandiera? Sarebbe un onore”E’ un Gregorio Paltrinieri nuovo quello versione post quarantena. A cominciare dal cambio di coach: “E un periodo di ripartenza, io ho anche cambiato allenatore nel frattempo. Mi sento molto motivato, sono molto carico”. Nonostante il rinvio di 12 mesi, la testa è già a Tokyo: “Ho cambiato modo di allenarmi, non ho lasciato la piscina che rimane la mia priorità, ma il mare credo che possa darmi tanto. Alle Olimpiadi farò 800, 1500 e 10 km in mare. Un tour de force che ho provato già ad affrontare lo scorso anno ai Mondiali, facendo alcune cose bene e altre male. Manca un anno e l’obiettivo è fare bene tutto”. A proposito di Tokyo, c’è chi vorrebbe vederlo come alfiere azzurro: “Sarebbe qualcosa di leggendario, di storico, per me sarebbe un enorme piacere”. LEGGI TUTTO