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Murray T.50, il 2020 è nel segno aerodinamico

Le linee di Murray T.50 verranno rivelate nel 2020. Da quello che sappiamo già, si tratta di forme che rimandano a una pura traduzione estetica della tecnica.

Gordon Murray è nome da Formula 1, per i trascorsi in Brabham, per la storia scritta in McLaren, per aver sviluppato la F1 stradale, un’idea che aveva in mente sin dagli appunti degli anni Sessanta, quella posizione con guidatore al centro e passeggeri appena dietro.

La T.50 verrà presentata nel maggio del 2020 e ripeterà quell’impostazione dell’abitacolo, lo farà in un monoscocca in carbonio e masse contenute in 980 kg su 4,35 metri di lunghezza. Carreggiate di appena 185 centimetri, per un’altezza di 115 centimetri. Sono i numeri che indicano come sta nello spazio la , alla ricerca di una cura aerodinamica estrema.

SVILUPPO IN GALLERIA A SILVERSTONE

Lo sviluppo del progetto continuerà con il supporto del team Racing Point di Formula 1, che darà accesso alla galleria del vento di Silverstone, dove Murray potrà condurre i test con un modello in scala al 40% delle dimensioni reali e verificare dati e bontà delle simulazioni condotte ai sistemi di CFD.

AERODINAMICA INCENTRATA SULLA VENTOLA

C’è un dettaglio più di altri che colpisce nella silhouette armonica e pulitissima della T.50. Avrà le portiere con apertura a elitra, vetrature laterali parzialmente apribili. Avrà, soprattutto, una ventola da 40 centimetri di diametro al posteriore. Roba da Batmobile? Nient’affatto.

Per i cultori dell’automobile e delle corse è un richiamo alla Brabham BT46B del 1978, progettata da Gordon Murray e subito bandita dal mondiale, quella soluzione che incrementava radicalmente il carico aerodinamico delle monoposto motorizzate Alfa Romeo.

E’ un libro di aerodinamica applicata sotto forma di hypercar, la T.50. Al guidatore offre 6 modalità di guida, differenti proprio nella veste aerodinamica. Auto Mode, nel quale l’elettronica gestisce autonomamente i profili alari in coda, mobili, le aperture dei condotti sul fondo, il funzionamento della ventola.

In Braking Mode, le appendici alari mobili adottano la massima incidenza per operare da aerofreno e la ventola opera alla massima velocità. L’abbinata dei due sistemi consente di ridurre gli spazi di frenata di ben 10 metri a 240 km/h.

FLUSSI ACCELERATI E BILANCIATI

Prima di elencare le modalità aerodinamiche selezionabili dal guidatore, va detto del principio col quale opera la ventola.

Sul fondo dell’auto sono presenti delle appendici aerodinamiche attive e uncondotto collegato alla ventola stessa, dal quale aspirare l’aria.

La gestione elettronica del sistema fa sì che il bilanciamento aerodinamico sia ottimale nell’interazione dei flussi d’aria che corrono sotto l’auto con quelli a lambire le superfici della carrozzeria. E’ nelle differenze di velocità dei flussi al di sotto (più veloci) e al di sopra dell’auto che si concreta l’effetto suolo e la creazione della deportanza. 

Nella modalità High Downforce, si ottiene un incremento della deportanza pari al 30%, mentre in modalità Streamline Mode il drag (la resistenza all’avanzamento) diminuisce del 10%. Ciò avviene con le due appendici alari chiuse e la ventola che opera ad alta velocità per creare un flusso d’aria dietro l’auto simile ai benefici di una carrozzeria “coda lunga”. In soldoni, si allontanano le turbolenze nocive in coda e avviene con il condotto di alimentazione della ventola, sul fondo, in posizione chiusa.

MOTORE COSWORTH, 30 CV A 48 VOLT

Non solo funzione aero è l’alimentazione sul fondo, visti i risvolti sul raffreddamento del motore V12 aspirato Cosworth. Un 4 litri di cilindrata da 650 cavalli e 450 Nm di coppia, motore ad alti regimi di rotazione, l’unità stradale dal valore più elevato con i suoi 12.100 giri/min. Poesia e musica. Motore che beneficia di un’alimentazione con airscope, caratterizzata da un incremento della pressione dell’aria nel collettore di aspirazione al crescere della velocità.

Prima di esaminare le ultime due modalità aerodinamiche, va detto del cambio manuale 6 marce abbinato al V12 e del generatore-starter integrato, un elemento a 48 volt che conosciamo per le applicazioni mild-hybrid sulla produzione di serie. Murray T.50 utilizza l’ISG – installato sull’albero motore – per sviluppare 30 cavalli di spinta per 3 minuti. E’ la funzione Vmax Mode, dall’aerodinamica uguale alla Streamline Mode ma con il boost di potenza.

Infine, il modo Test simula tutte le funzioni aerodinamiche a vettura ferma. Una sorta di demo della tecnica della T.50.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/motori


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