Marko (Red Bull): Adrian Newey ha ritrovato stimoli con Honda


Il passaggio di Red Bull alle power-unit Honda ha ridato a Adrian Newey gli stimoli giusti, almeno secondo quanto dichiarato da Helmut Marko, eminenza grigia del team dell’energy drink. Il designer britannico, che negli ultimi anni si era in qualche modo allontanato dalla Formula Uno per dedicarsi ad altri progetti, avrebbe ritrovato gli stimoli giusti dopo aver visitato il Centro Sviluppo Honda in Giappone.

Newey è stato per anni a capo della progettazione delle Red Bull e, in particolare, ha progettato tutte le vetture che hanno dominato il Circus dal 2010 al 2013, vincendo complessivamente otto titoli consecutivi. In seguito, colui che da molti è considerato il miglior tecnico nella storia della F.1, si era parzialmente defilato per dedicarsi ad altri progetti come la progettazione di una barca a vela per l’America’s Cup e la hypercar Valkyrie dell’Aston Martin. Dal 2017 è tornato ad occuparsi in buona parte della Red Bull, e ora, stando alle parole di Marko, avrebbe ritrovato le giuste motivazioni per mettere insieme una vettura da mondiale grazie alla nuova partnership con i giapponesi.

“Newey non vuole più una normale giornata di lavoro.- ha dichiarato il dottor Marko- Lui lavora sempre per nuovi obbiettivi; era rimasto affascinato dal progetto Valkyrie e ci ha lavorato. Se non hai un motore all’altezza, allora non hai lo stesso Newey”. Non poteva ovviamente mancare la staffilata alla Renault, anche ora che il rapporto tra la Régie e il team di Milton Keynes è ormai un retaggio del passato. Non è un mistero che gli anglo-austriaci abbiano sempre incolpato i francesi per gli scarsi risultati ottenuti nell’era power-unit, pur disponendo, secondo loro, di una vettura ottima dal punto di vista aerodinamico.

Il contratto del sessantenne ingegnere inglese con Red Bull è entrato nel suo ultimo anno, e sicuramente Marko vorrebbe prolungarlo, soprattutto in vista dei grandi cambiamenti prospettati in ottica 2021. Avere un personaggio del suo calibro e con la sua esperienza in squadra, infatti, aiuterebbe non poco ad interpretare al meglio i nuovi regolamenti e trarne il massimo profitto, come peraltro già successo nel 2009. “Newey ha visitato il Centro Sviluppo Honda a Sakura in dicembre; siamo riusciti a trovare un punto di contatto con le sue esigenze e questo sarà un valore aggiunto per il team. Adrian è un fattore cruciale per la nostra squadra; quando entrarono in vigore le nuove regole, eravamo totalmente fuori strada. Poi arrivò lui e a Barcellona avevamo già una nuova macchina. Questo è Newey: vede cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa funzionerà e cosa no, senza bisogno di dati tecnici e computer. Nel suo ufficio ha solo una lavagna; qualcun altro traduce in dati i suoi disegni, che sono comunque corretti al 95%”.

L’ottimismo, dalle parti di Milton Keynes, è alle stelle come non lo era da diverso tempo. Visti i risultati recenti di Honda in F.1, verrebbe da chiedersi da dove possa venire tutta questa ostentata fiducia nella power-unit giapponese. Certamente, avere Adrian Newey a tempo pieno aiuterà la Red Bull, ma il suo lavoro dovrà essere assecondato da un motore (semplifichiamo), oltre che potente come gli altri (o almeno al livello di Renault), che possa avere una grande affidabilità, cosa che ai giapponesi è mancata dal 2015 sia in McLaren che in Toro Rosso. Non resta dunque che aspettare le prime gare del Mondiale, per capire se il lavoro di Newey avrà dato i frutti desiderati a Milton Keynes.

How to Build a Car: The Autobiography of Adrain Newey

Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/CircusFormula1/~3/DKEQxa-joSk/marko-red-bull-adrian-newey-ha-ritrovato-stimoli-con-honda.php

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