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Lega A – Come Matteo Boniciolli “vede” i campionati che vanno a incominciare

Lega A - Come Matteo Boniciolli "vede" i campionati che vanno a incominciare

Matteo Boniciolli, fermo dopo aver concluso il suo rapporto con la Fortitudo Bologna, guarda da esterno i campionati che stanno per iniziare e svela quelle che sono le sue impressioni in un’intervista al Corriere di Bologna. Partendo, ovviamente, dalla Serie A e dalla sua favorita, l’Olimpia Milano: “Li ho visti al torneo di Zara il weekend scorso e l’ho detto anche a Simone Pianigiani. Questa è la squadra più logica e forte di questi anni, a prescindere dai grandi investimenti che ci sono sempre stari. Ci sono ruoli ben definiti, con la leadership chiara di Mike James, un gruppo di lunghi di alto livello e un supporting cast ottimo. Sono anche stato critico negli anni scorsi, ma quella attuale è la Milano più forte di questo periodo”.

Poche speranze, insomma, per le altre?

“Sul risultato finale non c’è storia, per quanto Venezia, Avellino e Brescia abbiano roster importanti e siano ben allenate”.

“Siamo arrivati all’incongruenza di aver quasi raggiunto le 80 partite stagionali della Nba, ma vissute con una tensione emotiva e nervosa che per le squadre di alto livello è un ostacolo enorme. Quando ne vinci 60, in America, nessuno si accorge delle 20 perse. Qui le 20 che perdi generano 20 processi, gogne e ridiscussioni di tutto da parte della critica. Una logica perversa della pallacanestro europea, nella quale tutte le 80 partite sono vissute come verdetti ultimativi sulla forza della squadra”.

Della Virtus cosa pensa?

“Quest’anno, se accompagnata da più fortuna, possa ambire a un posto nelle prime quattro. È una squadra ben costruita, con buona disponibilità economica e una struttura societaria solida».

C’è una squadra che seguirà con particolare interesse?

“La Roseto di Germano D’Arcangeli in A2. È una squadra che presenta almeno 3-4 prospetti Nba: Simonovic del ’99, Eboua del 2000, Pene del 2002 e Lazar Nikolic, play titolare di 2,05 del ’99. Non competerà per vincere subito, ma nei playoff sarà insidiosa. Un bel progetto che assomiglia moltissimo alle migliori Reggio Emilia degli anni scorsi”.

Della Fortitudo cosa ne pensa?

“Squadra ambiziosa e costruita secondo i dettami dell’allenatore. Nell’immaginario collettivo bolognese, la scorsa è stata una stagione disastrosa, ma la Fortitudo è arrivata a due punti dalla vincente della regular season. Se Trieste fosse stata allenata fino a marzo da Dalmasson, da marzo ad aprile dal suo assistente e da aprile in avanti dal Pozzecco della situazione non so se la stagione sarebbe stata così positiva. Spero sia l’anno buono per la Fortitudo, ma non sarà facile perché i competitor sono molti e agguerriti”.

Treviso, ad esempio?

“Treviso ha un roster importante con uno dei migliori allenatori d’Italia. Ho stima di Cavina e Martino, che con Udine e Fortitudo hanno gli altri roster più attrezzati mentre a Ovest vedo Roma davanti a tutti, ma dal punto di vista del cursus honorum l’allenatore fuoriclasse di questa stagione è Max Menetti, con le sue finali scudetto e la coppa europea vinta”.

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